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Googlando siamo stati felici di incrociare nel web un articolo del Corriere della Sera del 18 maggio 2003 sul Nostro Buon Don Ugo Panebianco, ve lo proponiamo qui in versione integrale e con il link a fondo pagina all'originale. Buona Lettura.
IN GUATEMALA
Ugo: ho reclutato un centinaio di maestri E insegnato a leggere a 60 mila persone
«Perché mi è venuto in mente di cominciare? Perché dopo avere scritto ai genitori dei miei alunni, ho scoperto che non avrebbero mai potuto rispondere: non sapevano nè leggere nè scrivere». È cominciata così l' avventura di padre Ugo Michele Panebianco, monaco benedettino olivetano di 69 anni, nato a Palo del Colle, vicino a Bari. Dopo anni e anni di insegnamento, teologia e filosofia a Matera, parrocchia a Siena e tanti altri incarichi nel suo ordine religioso, padre Ugo si è ritrovato a Boca Del Monte, «aldea» di 60 mila abitanti nella grande e poverissima periferia di Città del Guatemala. E lì, dove a centinaia non frequentano la scuola, ha reclutato un centinaio di maestri locali avviando un progetto di alfabetizzazione che ha coinvolto in 13 anni 60 mila persone. «Che potevo fare? Restare con le mani in mano? I miei superiori mi avevano inviato lì per insegnare e avevo già aperto un corso di teologia. Ma trasmettere cultura era prima di tutto insegnare a leggere e scrivere». Così, quando nel 1992 gli arrivò la notizia che il suo ordine monastico lo aveva eletto procuratore generale, scelse di rinunciare: «Decisi di restare: non potevo tradire quella che era diventata la mia gente. Avrebbero detto: sei come gli altri che parlano parlano e poi ci abbandonano. No, non potevo andare a Roma. Il mio valore era ed è qui a Boca Del Monte. Anche il mio futuro: voglio essere sepolto in Guatemala». Per il suo lavoro padre Ugo ha anche ricevuto dallo Stato guatemalteco, l' importante onorificenza della «Monja Blanca». Ma purtroppo, commenta, è servita a poco: «Il governo ci ha messo in ginocchio tagliandoci i fondi. Noi però non molliamo: continueremo finché avremo la forza». Come? «Con la tenacia e qualche aiuto della Provvidenza». Per niente stanco di lottare, comincia per padre Ugo una nuova, difficile, battaglia: trovare i fondi necessari per un collegio di 700 alunni e per i corsi di alfabetizzazione a 5 mila alunni delle sue «aldeas». Chiede aiuto, senza perdere la speranza: «Vedrete: ce la faremo». R. Zuc.
Zuccolini Roberto
Pagina 18
(8 ottobre 2003) - Corriere della Sera
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